Agriturismo Orvile
cucina tipica con prodotti dell'azienda

..Posada..
Posada è uno dei centri abitati sardi più antichi in assoluto. La scoperta (negli anni '70) di una necropoli etrusco-nuragica in pieno attuale abitato, unitamente al ritrovamento di suppellettili di pari epoche, testimonia la presenza dell'uomo sin da tempi assai remoti.Teorie non suffragate da riscontri oggettivi, ma comunque di interesse per la comunità scientifica (che intanto ne discute), vorrebbero che a Posada sia sbarcato il primo contingente di Shardana ("popolo del mare") proveniente dalla Lidia (Asia Minore):Di fatto Posada fu poi un centro nuragico ed un centro etrusco, forse anzi il punto di congiunzione di queste due civiltà, i cui contatti potrebbero essersi sviluppati nel punto di passaggio di Feronia.

Feronia è il nome che nelle prime carte nautiche si reperisce per aree riferibili a quelle di Posada, e qualche documento altresì indica l'esistenza di un centro abitato con questo nome.

L'arrivo dei Romani risale a data non certa, ma probabilmente non anteriore al III secolo a.C..L'arrivo dei Romani segna la creazione (o, assai più probabilmente, l'ampliamento) del Portus Liquidonis (o Portus Luguidonis) che aveva ubicazione in località San Giovanni.

Posada era al tempo un vivace centro di scambio con i mercati dell'interno, fungendo da tappa intermedia con Olbia per proseguire via terra verso il Nuorese lungo le valli che costeggiano il Monte Albo.

Con i Romani comincia a diffondersi il nuovo nome di "Pausata" (poi confluito nello spagnolesco attuale), anche nelle varianti "Possata", "Pasada" (come attualmente in sardo), "Passata" (latino volgare). Nel nome, il destino di un luogo di sosta, tappa di viaggio, stazione di cambio cavalli, nodo di scambio fra trasporto terrestre e marittimo.

Luogo di frontiera, dunque, fra terra e mare, ma anche fra "terre" e "terre".

L'età dei Giudicati sardi, che va dal IX secolo al XIV, vide Posada quasi costantemente in una difficile situazione di terra di confine, al limite meridionale del Giudicato di Gallura (di cui era una curatoria) ed a quello superiore del Giudicato di Arborea. A ciò si devono dunque la costruzione del Castello della Fava (XII secolo), più tardi definito "multis proeliis clarum", e la fortificazione dell'abitato con più cinte murarie, delle quali oggi ne sopravvive la più alta.


Conquistato e riperso più e più volte, con alterne occupazioni il castello fu sede di residenza dei Giudici Galluresi e, dall'altro versante, della stessa Eleonora d'Arborea, pur non essendo un presidio militarmente ben difendibile (a paragone di altri castelli al tempo disponibili) e quindi "sicuro"; su questo punto molti studiosi convengono che potesse realmente trattarsi di una sorta di residenza turistica ante litteram.

La Baronia di Posada sarebbe poi stata l'ultimo feudo ad essere riscattato dai Savoia, intorno al 1860, l'ultimo ostacolo alla composizione del Regno d'Italia.

Come altrove, anche qui fu soprattutto la trasformazione del sistema delle proprietà terriere (imposto già dal 1820 col noto "editto delle chiudende") a creare malcontenti e disordini di lento riassorbimento. Così la necessità di un riordino catastale (tuttora non compiuto per gli assetti potestativi). La successione delle modificazioni, la burocratizzazione dello stato, non ebbero pronto adempimento intorno a Posada, ed anche sotto il regime fascista vi fu una continuità del solo caos amministrativo.

La progressiva cessione di territori ai nascenti comuni di San Teodoro e di Budoni ha nel tempo privato Posada di terreni poi rivelatisi strategici sotto un profilo economico, per l'avveniente fenomeno turistico, sebbene del resto non potesse gestirli ed anzi non vi mostrasse interesse alcuno.

Agli ultimi decenni vanno ascritte le ormai numerose iniziative di recupero del pregiato centro storico di Posada, tuttora ben rappresentativo dell'originario borgo medievale.

 

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